Tutto comincia in un barattolo al sole. Calendula, iperico, lavanda,
camomilla, loto blu, melissa: fiori nell’olio per trenta giorni, spesso
più — il tempo lo decide la pianta. Da quegli oleoliti nascono creme,
balsami, sieri; dalle tinture, i gesti piccoli della sera. Si pesa, si
fonde, si versa, si etichetta: un lavoro lento, e per questo vero.
Ogni barattolo porta dentro la pianta che l’ha reso possibile.
I cosmetici non sono in vendita: sono il quaderno aperto della bottega.
Qui stanno le ricette di quello che uso io e di quello che creo con gli
oleoliti e le tinture del laboratorio — ingredienti col peso, il gesto,
i tempi, e della conservazione ciò che si sa dire. Le piante si leggono
nell’erbario, una per una; dove una ricetta le nomina, il nome è una porta.
Un olio di bottega che profuma di collina: due macerati pazienti che si incontrano. Si massaggia sul cuoio capelluto prima del lavaggio, o qualche goccia sulle punte dopo: il gesto decide.
Pesare i due oleoliti in un becker pulito e asciutto.
Aggiungere il germe di grano e la vitamina E.
Mescolare con la bacchetta, senza montare, fino a omogeneità.
Versare in bottiglia di vetro scuro piena (meno aria, più vita), con contagocce.
Etichettare: nome, data di preparazione, ingredienti, data di ogni materia prima usata.
L’uso
Pre-lavaggio: qualche goccia sul cuoio capelluto, massaggiare 3-5 minuti con i polpastrelli, lasciare 20-30 minuti, poi lavare. Finitura: 2-3 gocce tra i palmi, sulle lunghezze umide. Una-due volte a settimana, come si annacqua una pianta.
Conservazione
Stima prudenziale: 3 mesi dalla miscelazione; senza germe di grano, indicativamente 6. Stime, non garanzie: la miscela sta sotto il suo componente più fragile, il germe. Odore acre o colore che scurisce o si fa torbido, e la bottiglia si vuota nel lavandino, senza drammi.
In bottega: prova di tollerabilità al primo uso — una goccia nell’incavo del gomito, un giorno di attesa. Non su cute irritata o lesa. Se lo volessi profumato: fino all’1% di essenza di lavanda vera, che è in dispensa.
Shampoo al rosmarino e ortica, con cannella e chiodi di garofano
lotto 100 g · cipolla rossa facoltativa
Lo shampoo di chi coltivava il proprio orto di gesto: si cuoce un decotto, si lava con la schiuma gentile del coco-glucoside, si chiude il pH con le cartine come si chiude il rubinetto. Cannella e chiodi ci stanno, perché li ho messi io: dosati col peso, guardinghi con la cute delicata.
Ingredienti
decotto filtrato di rosmarino, ortica, cannella e chiodi — 67,6 g (ci si arriva con: acqua distillata 73 g + rosmarino essiccato 2 g + ortica essiccata 2 g + cannella in pezzi 0,5 g + chiodi di garofano interi 0,3 g)
coco-glucoside — 23,5 g (materia attiva detergente: 12%)
glicerina — 3 g
pantenolo — 2 g
Geogard ECT — 0,9 g
acido citrico in soluzione al 10% — 3 g indicativi (di cui acido 0,3 g + acqua 2,7 g: si chiude col pH)
Il conto del lavante
I 23,5 g non sono un numero rubato: è il 12% di materia attiva che voglio nel lotto, diviso la frazione attiva del prodotto — che nell’esempio del produttore è il 51%. Un’ipotesi di lavoro, detta chiaro: il numero vero sta sull’etichetta della bottiglia, e quando lo leggo i grammi si rifanno con la stessa divisione (se fosse 54%: 12 ÷ 0,54 = 22,2 g). Il decotto assorbe la differenza: il metodo è la ricetta, il numero si conferma al banco.
Procedimento
Il decotto — le piante, dosate col peso
Pesare acqua 73 g, rosmarino 2 g, ortica 2 g, cannella 0,5 g, chiodi 0,3 g: mai a occhio, il peso è il dosaggio.
Fuoco piano, pentola coperta, 10 minuti dal primo tremolio.
Filtrare a garza doppia premendo appena, pesare il decotto: servono 67,6 g. Se manca: acqua bollente a peso.
Lasciar scendere sotto i 40 °C.
La schiuma — il banco, in ordine
Becker e bottiglia lavati con acqua bollente e asciugati: il banco pulito è il primo ingrediente.
Coco-glucoside nel decotto, mescolando piano senza montare schiuma. Se ha cristallizzato (non va tenuto sotto i 15 °C), si riscalda a bagnomaria e si mescola prima di pesarlo.
Glicerina e pantenolo, sempre mescolando.
Geogard ECT a freddo, sotto i 40 °C, sciogliendolo bene.
Il pH — il gesto delle cartine
Preparare il correttore: 10 g di acido citrico + 90 g di acqua in un contagocce.
Intingere la cartina, leggere contro la scala: la soluzione parte alcalina. Obiettivo 5,5 — la striscia deve fermarsi tra il 5 e il 6.
Correttore 2-3 gocce alla volta, mescolare mezzo minuto, rileggere. Il conservante è acido e aiuta la discesa: per questo si misura dopo la sua aggiunta, mai prima.
Se il correttore supera i 3 g previsti, si tolgono pari grammi di decotto — o si accettano 101-102 g di lotto: le percentuali non se ne accorgono.
Riposo di 24 ore, seconda lettura, e si corregge ancora se serve.
La cipolla rossa, facoltativa
Due modi, tutti e due misurati. A fine uso (consigliato): 2-3 g di succo filtrato mescolati alla dose singola nel palmo, subito prima di lavare — fuori dal lotto, i conti non cambiano. In cottura: 30 g di cipolla affettata entrano nel decotto al posto di 30 g di acqua; stessa filtrata, stesso peso finale, e la finestra di osservazione si accorcia. Mai conservata a lungo: l’odore parla da solo.
Le spezie, giuste così
Cannella 0,5 g e chiodi 0,3 g, pesati: dose piccola di mestiere. Le spezie non conservano il prodotto — il conservante è il Geogard — e non esiste una soglia di sicurezza pubblicata per loro in un cosmetico acquoso: non la invento. Sulla cute delicata il loro carattere pungente può dare irritazione: la versione senza si fa omettendole dal decotto, e i conti si rifanno da soli. Bruciore, prurito, rossore al primo uso: si sospende.
Tempi
10 minuti di decotto · 24 ore di riposo prima di giudicarlo.
Il conservante, detto chiaro
Il Geogard lavora col suo alcol benzilico; nei glucosidi come il coco-glucoside, quell’alcol può finire inglobato nelle micelle del tensioattivo e perdere presa. È documentazione di settore, non un’opinione — e di quanto conti in questa formula nessuna scheda lo dice: solo una prova microbiologica lo dimostrerebbe. Per questo la finestra è breve e lo sguardo largo; un aiuto (Glyceryl Caprylate, 0,1-0,3%) può entrare nella prossima lista della spesa.
Conservazione
Stima in verifica, non durata garantita: frigo e lotti da 100 g, da consumare entro 2-4 settimane, guardandolo — odore, colore, torbidezza — e rileggendo il pH ogni settimana. Senza prove microbiologiche la sicurezza non si dimostra: i primi lotti sono l’esperimento. Un segnale, e si butta.
In bottega: al primo uso, la prova dell’avambraccio (mezza giornata). Verrà fuori più liquido di uno shampoo commerciale: flacone con pompetta o ciotolina, e si versa con calma. Non su cute lesionata.
E quando non c’è il banco: shampoo neutro tal quale, poi il risciacquo — un litro d’acqua, rosmarino 4 g e ortica 4 g, bollore, coperto 15 minuti, filtrato, tiepido sui capelli appena lavati. L’avanzo va alle piante.
La crema che sta nel palmo della mano: solida, come si portavano una volta. Si scalda un istante tra le dita e si stende dove la pelle chiede quel gesto. L’oro della calendula ci vive dentro, con il profumo verde di palmarosa e geranio.
La prima prova del banco, quella che serve la sera: si scioglie il trucco e la giornata insieme. L’aloe e la rosa fanno la loro parte, l’oleolito d’oro il resto.
Dispersione della guar: mescolare molto bene glicerina e guar, fino a una pasta liscia.
In un altro becker: acqua, idrolato di rosa, aloe. Aggiungere lentamente la miscela di glicerina e guar, mescolando; lasciare idratare fino a un gel uniforme.
Fase lipofila a parte: Polyglyceryl-4 Caprate, oleolito di calendula, bisabololo, vitamina E. Quando è uniforme, incorporarla lentamente al gel.
Pantenolo, mescolando delicatamente.
Geogard ECT per ultimo, mescolando bene.
Misurare il pH finale e portarlo a circa 5,0-5,5 con una soluzione diluita di acido citrico, se serve.
Il numero 01 è una data di nascita, non un limite.
Due piante gentili per un gesto quotidiano: la camomilla e la calendula, che altrove fanno i pezzati, qui stanno in uno stesso barattolo. Si spalma poco, si lascia asciugare, si esce.
Un balsamo che sta in tasca, per il gesto più corto del giorno. La cera tiene, il karité accompagna, la calendula chiude il cerchio cominciato nell’olio.
Per le mani che lavorano: si massaggia piano, sui polsi e sulle nocche, e il profumo resta a metà tra l’orto e il miele. Un gesto che le mani si devono.
Una crema che sta sopra, come un velo: si stende e non si sente più. Con lo zinco non nano, quello che fa da parete sottile, e la lavanda o la camomilla a decidere il profumo del barattolo.
Il gesto più lento della toeletta: qualche goccia, i polpastrelli, il tempo di un respiro. La melissa ci mette il suo limone senza limone, la rosa damascena il suo modo di essere rosa, l’aloe il fresco.
Ingredienti
acqua distillata — quanto basta a chiudere i 30 g (indicativamente 17,8 g)
olio essenziale di ylang-ylang — 0,09 g (due gocce)
Geogard ECT — 0,27 g
L’acqua è la valvola: chiude lei i conti del lotto.
Procedimento
Fase A: mescolare acqua, idrolato di rosa e glicerina; aggiungere l’aloe, delicatamente.
Fase B: peptidi e pantenolo, lentamente, fino a omogeneità senza incorporare aria.
Fase C: a parte pre-mischiare oleolito di melissa, bisabololo, Polyglyceryl-4 Caprate e ylang-ylang; aggiungerli lentamente alla fase acquosa, mescolando.
Fase D: Geogard ECT e omogeneizzare. Misurare il pH finale: 5,0-5,5.
Riposo di 24 ore, poi il controllo: aspetto, profumo, pH, eventuale separazione.
L’uso
Poche gocce su viso e collo detersi, mattina e/o sera. Evitare il contorno occhi.
Conservazione
Ben chiuso, al riparo da luce e calore.
In bottega: le fasi sono del suo quaderno; i grammi sono la formula di mestiere che ha chiesto di cercare («fai delle ricerche te»), dentro le finestre d’uso dei produttori. Quando il quaderno scriverà i pesi suoi, prendono il posto di questi.
Trenta grammi: bastano, perché il gesto è piccolo e le sere tante.
Una barretta, non un barattolo: si passa direttamente sulla pelle, come un sasso liscio che lascia il suo velo. Dentro c’è la celidonia — nella ricetta la chiamo col suo nome di casa, rostopască — e la lavanda vera.
Ingredienti
cera d’api — 15 g
burro di karité — 17,50 g
Cuticle Oil Melon — 9 g
oleolito di celidonia (rostopască) — 5,90 g
olio di avocado — 2,00 g
vitamina E — 0,50 g
olio essenziale di lavanda vera — 0,10 g
Procedimento
A bagnomaria, fondere piano cera e karité mescolando delicatamente.
Via dal fuoco: Cuticle Oil Melon, oleolito di rostopască, avocado. Mescolare fino a una miscela uniforme.
Lasciar raffreddare mescolando; quando è ancora liquida ma non calda, vitamina E e lavanda vera.
Versare subito negli stampi e non spostarli durante la solidificazione.
Riposo di almeno 24 ore prima di estrarre le barrette.
Tempi
24 ore negli stampi, prima di toccarle.
Dove la crema non arriva, arriva la barretta.
Le piante: celidonia (rostopască) — non ha ancora la sua carta nell’erbario · lavanda
Capelli
Maschera capelli al lino e fieno greco
lotto 100 g
Il gesto della domenica, o di quando serve: si spalma sui capelli umidi, si avvolge in un asciugamano, si aspetta. Le mucillagini di lino e fieno greco fanno il loro mestiere lento; rosmarino e ortica stanno a guardare, brontolando piano.
Per i 50 g della formula: semi di lino — 10 g, semi di fieno greco — 4 g, acqua distillata — circa 300 g. Si cuoce piano, si filtra: la parte che serve si pesa, il resto si butta.
Cento grammi di pazienza: i capelli la ricordano più a lungo di noi.
Le piante: rosmarino · ortica · lino e fieno greco, del banco dei semi
Viso
Scrub viso all’ibisco e riso
le dosi, a occhio di banco
Due volte al massimo la settimana, un giro di polpastrelli: il riso grattugia piano, l’ibisco ci mette il suo rosso e il suo profumo di erba secca. Poi si sciacqua, e si ricomincia.
Ingredienti
fiori di ibisco
riso
olio di cocco — quanto basta
Procedimento
Triturare i fiori con il riso.
Aggiungere l’olio quanto basta, fino al granello giusto sotto le dita.
La pelle, dopo, sa di appena-rifatta. Anche gli specchi se ne accorgono.
Le piante: ibisco e riso — non hanno ancora la loro carta nell’erbario
Ogni ricetta del quaderno è per uso esterno, su pelle integra; occhi e mucose stanno fuori. Al primo uso, la prova di sempre: una goccia nel cavo del braccio, mezza giornata di attesa — buona pratica di chi usa, non una certificazione.